Il Tempio Canoviano di Possagno con il pronao a colonne doriche e la scalinata, tra le colline del Grappa
Tempio Canoviano, Possagno — foto: Syrio · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Ai piedi del Monte Grappa, in provincia di Treviso, c'è un piccolo paese che ha dato i natali a uno dei più grandi scultori di tutti i tempi. Possagno è la patria di Antonio Canova, nato qui nel 1757 e morto a Venezia nel 1822. Oggi il paese custodisce tre luoghi che, visti insieme, raccontano l'uomo e l'artista meglio di qualunque manuale: il Tempio che lui stesso volle, la Gipsoteca con i suoi modelli e la casa in cui crebbe. È una gita che si fa comodamente in mezza giornata, ma che lascia il segno.

Il Tempio Canoviano, un dono al proprio paese

Arrivando a Possagno, lo sguardo corre subito verso l'alto: sul colle che domina il paese si staglia il bianco Tempio Canoviano, con la sua scalinata e il pronao di colonne doriche. Canova lo progettò, lo finanziò e ne seguì l'inizio dei lavori: la prima pietra fu posata l'11 luglio 1819. Lo scultore non lo vide finito, perché morì tre anni dopo, ma la costruzione proseguì e fu completata nel 1830.

L'architettura unisce due grandi modelli dell'antichità: il pronao ricorda il Partenone, mentre il corpo circolare coperto dalla cupola richiama il Pantheon di Roma. All'interno l'atmosfera è solenne e luminosa. Sopra l'altare si trova una Deposizione dipinta dallo stesso Canova, a ricordarci che fu anche pittore, e una Pietà in bronzo realizzata da Bartolomeo Ferrari sui modelli del maestro. Nel Tempio riposano le spoglie dell'artista, che desiderava essere sepolto a Roma ma trovò infine dimora nel luogo dove era nato.

Prima di scendere, voltatevi verso la pianura: dalla terrazza del Tempio lo sguardo spazia sul paese e sulle colline circostanti, ed è uno dei momenti più belli della visita.

La Gipsoteca: dentro il laboratorio dello scultore

Ai piedi del colle, accanto alla casa natale, si trova la Gipsoteca canoviana, considerata la più grande gipsoteca monografica d'Europa. Fu voluta da Giovanni Battista Sartori, fratellastro dell'artista e vescovo, che raccolse a Possagno i modelli rimasti nello studio romano. L'edificio originario, a pianta basilicale, fu progettato dall'architetto Francesco Lazzari e completato nel 1836.

Qui non vedrete i marmi finiti, che sono sparsi nei grandi musei del mondo, ma qualcosa di forse ancora più affascinante: i modelli in gesso a grandezza naturale e i bozzetti in terracotta da cui nascevano le opere. Su molti gessi si notano ancora i piccoli chiodi metallici, i cosiddetti repère, che servivano a riportare con precisione le misure sul blocco di marmo. È il modo più diretto per capire come lavorava Canova, dall'idea alla statua.

Nel 1957, per il bicentenario della nascita dello scultore, l'architetto Carlo Scarpa progettò un'ala nuova che è diventata a sua volta un capolavoro. Le opere sono disposte su livelli diversi e la luce naturale entra dall'alto e dagli angoli, accarezzando i gessi in modo sempre diverso a seconda dell'ora e della stagione. Anche chi non è appassionato di architettura resta colpito da questi spazi bianchi, essenziali e pieni di luce.

La Gipsoteca ha anche una storia di ferite e rinascite: durante la Prima guerra mondiale alcuni gessi furono distrutti dai bombardamenti, mentre nella Seconda le statue vennero messe al riparo nel Tempio fino al 1946.

La casa natale e il giardino

La visita si completa con la casa natale di Canova, dove l'artista trascorse l'infanzia accanto al nonno, scalpellino. Le stanze raccolgono dipinti a olio e a tempera, disegni e incisioni, oltre ad alcuni oggetti personali: attrezzi da lavoro e capi d'abbigliamento che restituiscono una dimensione quotidiana e sorprendentemente vicina. Il giardino che circonda la casa e la Gipsoteca è il posto ideale per una pausa tranquilla prima di ripartire.

Consigli per la visita

  • Dedicate almeno due ore all'insieme di Gipsoteca e casa natale, e mezz'ora in più per il Tempio.
  • Le giornate limpide sono perfette per godersi il panorama dalla scalinata del Tempio.
  • Possagno si abbina bene ad Asolo, sulle colline vicine, per una giornata dedicata all'arte veneta.
Da sapere: orari, biglietti, eventuali chiusure e visite guidate cambiano nel corso dell'anno. Verificateli sul sito ufficiale del Museo Gypsotheca Antonio Canova prima di partire; gli orari del Tempio, che è anche chiesa parrocchiale, possono variare in occasione delle funzioni.

Dall'Ezzelino Appartamento, a Romano d'Ezzelino, Possagno è una meta naturale per una mezza giornata in auto lungo la pedemontana, con il vantaggio di rientrare la sera in un appartamento con parcheggio gratuito.

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