Chi arriva nella pedemontana veneta per la prima volta si accorge presto che il paesaggio, qui, non è soltanto natura. Tra i vigneti, i corsi d'acqua e le colline ai piedi del Monte Grappa si incontrano lunghe facciate con loggiati, barchesse, giardini all'italiana e viali alberati: sono le ville venete, le residenze di campagna che le famiglie veneziane e di terraferma costruirono tra Cinquecento e Settecento per governare le proprie tenute agricole. Intorno a Bassano ce ne sono molte, ma due raccontano meglio di tutte la stagione di Andrea Palladio: Villa Angarano, appena oltre il Brenta, e Villa Barbaro a Maser, ai piedi dei colli asolani.
Palladio e l'idea di villa
Andrea Palladio, nato a Padova nel 1508 e morto nel 1580, è l'architetto che più di ogni altro ha dato forma alla villa veneta. Le sue case di campagna non erano solo luoghi di villeggiatura: erano il centro di un'azienda agricola, con il corpo padronale al centro e le barchesse, i porticati destinati a magazzini, stalle e attrezzi, distese ai lati come braccia aperte sulla campagna. Palladio raccolse i suoi progetti nei Quattro libri dell'architettura, pubblicati a Venezia nel 1570, un trattato che ha influenzato l'architettura di mezzo mondo.
Proprio per questo valore universale, nel 1994 l'UNESCO ha iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale la città di Vicenza con i suoi edifici palladiani, e nel 1996 il sito è stato esteso alle ville del Palladio in Veneto. Tra queste ci sono entrambe le ville di cui vi parliamo.
Villa Angarano, sulla riva destra del Brenta
A ovest del centro di Bassano, superato il fiume, si apre la zona di Angarano, con le colline di Sant'Eusebio alle spalle e il profilo del Grappa sullo sfondo. Qui sorge Villa Angarano Bianchi Michiel, voluta dal nobile vicentino Giacomo Angarano, amico ed estimatore di Palladio: l'architetto gli dedicò i primi due libri del suo trattato e pubblicò la pianta della villa nei Quattro libri, ricordando i vantaggi della vicinanza al Brenta.
La storia della villa è curiosa. Il grande progetto palladiano non fu mai realizzato per intero: si costruirono le barchesse porticate, mentre il corpo centrale venne rifatto tra la fine del Seicento e l'inizio del Settecento secondo un disegno legato all'ambiente di Baldassarre Longhena, l'architetto della basilica della Salute a Venezia. Il risultato è un insieme armonioso in cui due epoche convivono senza stridere, immerso tra vigneti e prati. Nonostante questa doppia anima, anche Villa Angarano fa parte del sito UNESCO dal 1996.
Oggi la villa è ancora abitata dalla famiglia che la custodisce e accoglie visite ed eventi: per sapere se e quando è aperta al pubblico conviene consultare i suoi canali ufficiali prima di partire.
Villa Barbaro a Maser: architettura e pittura insieme
A circa 19 km dall'appartamento, verso Asolo e il Trevigiano, Villa Barbaro è uno dei capolavori assoluti del Rinascimento veneto. La commissionarono due fratelli dalla cultura raffinatissima, Daniele Barbaro, umanista e traduttore di Vitruvio, e Marcantonio Barbaro, diplomatico della Serenissima. Palladio la costruì negli anni Cinquanta del Cinquecento, appoggiandola al pendio della collina: al centro la casa padronale con la facciata a tempio, ai lati le barchesse chiuse da due colombare con le meridiane.
Ciò che rende Maser unica è l'incontro tra tre grandi artisti. All'interno, tra il 1560 e il 1561, Paolo Veronese dipinse uno dei cicli di affreschi più straordinari del Cinquecento veneziano: finte architetture, paesaggi, figure che si affacciano da porte dipinte e balconate illusorie, in sale come la Sala dell'Olimpo e la Sala di Bacco. Alessandro Vittoria firmò stucchi e camini, mentre alle spalle della villa un ninfeo scavato nella collina, con nicchie e statue di divinità, raccoglie le acque della sorgente che alimentava la tenuta.
Poco distante sorge il Tempietto, la piccola chiesa a pianta centrale progettata da Palladio negli ultimi anni di vita: sul fregio compare la data 1580. È una delle sue ultime opere e funge ancora oggi da chiesa parrocchiale.
Come organizzare la giornata
Le due ville si prestano bene a un itinerario unico tra Bassano e i colli asolani. Qualche consiglio pratico:
- Iniziate da Angarano la mattina, quando la luce radente valorizza le barchesse e le colline di Sant'Eusebio.
- Proseguite verso Maser dedicando alla villa almeno un paio d'ore: gli affreschi del Veronese meritano calma.
- Abbinate la visita ad Asolo, che si trova sulla stessa strada, per completare la giornata con il borgo e i suoi panorami.
- Controllate sempre in anticipo aperture, modalità di visita e biglietti sui siti ufficiali delle ville: variano con la stagione.
Una base comoda per scoprirle
Le ville palladiane sono il modo migliore per capire come questo territorio sia stato modellato, campo dopo campo, da secoli di cura. L'Ezzelino Appartamento, a Romano d'Ezzelino e con parcheggio gratuito incluso, è un punto di partenza pratico: in auto raggiungete in pochi minuti Bassano e la riva del Brenta, mentre Maser dista circa 19 km.
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