Chi arriva a Bassano per la prima volta di solito fa due pensieri: il ponte di legno sul Brenta e la grappa. Il secondo nasce dal nome stesso della città, ma la storia è un po' più sottile di così. La parola grappa, infatti, non deriva dal monte che domina la pedemontana: viene dai termini dialettali con cui si indicavano il raspo e le vinacce, come il veneto graspa. Il nome della città, invece, è legato proprio al monte: fino al 1928 si chiamava Bassano Veneto e fu ribattezzata Bassano del Grappa in omaggio ai soldati caduti sul massiccio durante la Prima guerra mondiale. Due storie diverse che si sono intrecciate, e che oggi rendono questa città una delle capitali italiane del distillato di vinaccia.
Che cos'è la grappa, in poche parole
La grappa è l'acquavite ottenuta distillando le vinacce, cioè bucce, vinaccioli e residui dell'uva che restano dopo la vinificazione. Non è un distillato di vino né di frutta: è il modo, antichissimo e contadino, di non sprecare nulla della vendemmia. È anche un'indicazione geografica tutelata, che può essere prodotta solo in Italia con vinacce italiane; in regione esiste inoltre l'indicazione Grappa veneta o Grappa del Veneto, riservata alla grappa ottenuta da uve coltivate e vinificate nel Veneto.
Per secoli la distillazione è stata un'attività itinerante: il distillatore girava per le campagne con l'alambicco su un carro e lavorava le vinacce dei contadini. A Bassano questa abitudine cambiò in modo decisivo alla fine del Settecento.
1779: la grapperia sul Ponte Vecchio
Nel 1779 Bortolo Nardini, la cui famiglia proveniva dalla Val di Cembra, in Trentino, acquistò l'antica osteria all'imbocco del Ponte Vecchio e vi installò gli alambicchi in modo stabile. È considerata la distilleria più antica d'Italia: per la prima volta non era più il distillatore ad andare dai contadini, ma erano loro a portare le vinacce in città. La Grapperia Nardini è ancora lì, all'imbocco del ponte, con il suo bancone e le bottiglie allineate, e fa parte a pieno titolo della passeggiata sul Brenta.
Nell'Ottocento la famiglia introdusse la distillazione a vapore al posto del fuoco diretto, una novità che rendeva il prodotto più costante. Durante la Prima guerra mondiale, con il fronte sul Grappa a pochi chilometri, la grappa di Bassano divenne una presenza abituale nelle trincee. Dalla stessa casa arriva anche il Mezzoemezzo, aperitivo tipicamente bassanese che molti ordinano ancora oggi al banco. In tempi recenti l'azienda ha costruito alle porte della città le cosiddette Bolle, due sfere di vetro progettate dall'architetto Massimiliano Fuksas, diventate un piccolo simbolo di architettura contemporanea.
Il Poli Museo della Grappa
A pochi passi dal ponte, in via Gamba, l'antico Palazzo delle Teste ospita il Poli Museo della Grappa, aperto nel 1993 dalla famiglia Poli, distillatori vicentini. È un museo d'impresa, piccolo ma ben organizzato, con testi in italiano e in inglese e alcune proiezioni video. Il percorso parte dalla storia della distillazione: gli alchimisti medievali in cerca dell'elisir di lunga vita, i medici del Rinascimento che distillavano erbe e fiori a scopo curativo, i produttori veneziani che nel Seicento già preparavano acquaviti per il piacere di berle.
Le sale successive spiegano che cosa sia la vinaccia, come funzionano i diversi tipi di alambicco e come si arriva alla bottiglia, con una collezione di bottiglie d'epoca e di piccoli formati. È una visita che richiede meno di un'ora e che aiuta a guardare con occhi diversi le vetrine del centro. Per aperture e modalità di visita aggiornate conviene consultare il sito ufficiale del museo prima di andare.
Come assaggiarla senza fretta
Se non siete esperti, vale la pena procedere per gradi. La grappa giovane, o bianca, è trasparente e conserva i profumi del vitigno di partenza; quella invecchiata o affinata in legno ha colore ambrato e note più morbide. Le grappe monovitigno, ottenute dalle vinacce di un'unica varietà, permettono di riconoscere differenze anche marcate tra un'uva aromatica e una più neutra.
- Usate un bicchiere a tulipano, non il bicchierino stretto: i profumi si apprezzano molto meglio.
- Servite la grappa giovane fresca, ma non ghiacciata; quella invecchiata a temperatura ambiente.
- Annusate prima di bere e assaggiate piccole quantità, magari accompagnate da un bicchiere d'acqua.
- Nelle grapperie storiche potete chiedere un consiglio al banco: spesso vi orienteranno in base ai vostri gusti.
Una tradizione che si porta a casa
La grappa resta uno dei ricordi più tipici di un soggiorno a Bassano: una bottiglia scelta con calma, dopo averne assaggiate un paio, racconta il territorio meglio di molte cartoline. Il periodo più vivace per i distillatori è l'autunno, quando le vinacce fresche della vendemmia arrivano agli alambicchi, ma le grapperie del centro accolgono i visitatori tutto l'anno.
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